Benedetto Casillo: «Con Taranto celebro 40 anni di carriera»
«Con Taranto celebro 40 anni di carriera»
L’attore in scena con «I papà nascono negli armadi», che festeggia anche Scarnicci e Tarabusi, gli autori di «Un, due, tre» con Tognazzi e Vianello.
Quarant'anni di carriera, tutti in teatro, proponendo sempre una comicità che attinge con garbo al repertorio popolare. Per Benedetto Casillo si prepara un stagione speciale perché oltre alla ricorrenza personale, festeggerà sulla scena anche il centenario della nascita di Nino Taranto e Renzo Tarabusi, suoi numi tutelari. E c'è un unico titolo che lega tutti e tre gli eventi, «I papà nascono negli armadi», commedia di Scarnicci e Tarabusi che fu un cavallo di battaglia proprio di Nino Taranto e che Casillo presenterà prima a Natale al Cilea e poi a maggio a Roma, probabilmente al Parioli, in occasione del premio dedicato ai due autori che furono protagonisti negli anni '50 e '60.
- Come nasce questo progetto, Casillo? «Ho sempre frequentato teatralmente Scarnicci e Tarabusi e quando la figlia di quest'ultimo, Donata, ha creato una fondazione e un premio a loro dedicati, mi ha invitato a festeggiarli. In realtà il centenario è caduto nel 2006, ma le ricorrenze sono state organizzate per la stagione 2007-2008».
- Perché questa passione per due autori fiorentini? «Per capire è sufficiente nominare un titolo, ”Un, due, tre”, lo storico show Rai con Vianello e Tognazzi che porta la loro firma. Ma scrissero anche copioni di celebri riviste e commedie musicali. La televisione poi aggiunse ulteriori tasselli alla loro fama, soprattutto attraverso ”Caroselli” di successo, con slogan che hanno fatto epoca. Sono loro quelli dell'”Ullallà è una cuccagna” di Alemagna. Scrissero anche per Macario, Bramieri e, crearono ”Caviale e lenticchie”su misura per Nino Taranto».
- Ci parla di «I papà nascono negli armadi»? «È un lavoro scritto nel '59 e narra di un fuochista napoletano che deve dare la figlia in sposa al pargolo di una ricca famiglia. Essendo figlio di nn, lo sventurato si rivolge ad un avvocato per procurargli un falso padre nobile. Ho ambientato la vicenda nella Napoli del 1961 durante la festa di Piedigrotta, che per una fortunata coincidenza ritornerà in auge a settembre prossimo. Sarà in scena al Cilea durante tutte le feste di Natale e poi anche al Bolivar, prima di approdare a Roma, forse al Parioli».
- Lei è anche nel cartellone del Trianon. «Nel teatro diretto da Nino D'Angelo porterò a marzo 2008 ”Signori, biglietti” di Rescigno, una commedia molto popolare e divertente che avevo già proposto una decina di anni fa».
- E per i suoi quarant'anni di carriera ha in mente qualcosa? «Sto organizzando un weekend di serate di gala al Sannazaro, in cui ripercorrerò la mia carriera con tanti ospiti e dove renderò omaggio al mio amico scomparso Renato Rutigliano e all'epopea dei Sadici Piangenti, un'esperienza cui devo parte della mia carriera" Nelle librerie c'è un volume a sua firma. «È uscito proprio in questi giorni un libro per Graus editore ed è intitolato ”All'ebbreca 'e stu fatto”. Si tratta di antichi racconti popolari da me raccolti in questi anni, storie della tradizione familiare napoletana legati all'aspetto religioso. I due capitoli più importanti sono dedicati alla storia di Pompei e a quella della Piedigrotta napoletana».