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Totò, iniziata a Napoli la mostra sul "principe"


TotòSi è inaugurata oggi alle 13, nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, la mostra "Un principe chiamato Totò". L'esposizione celebra - con una decina di giorni di ritardo - i quarant'anni dalla scomparsa del grande attore e lo fa con suggestivo percorso monografico che si sviluppa fra le sale del maniero ripercorrendo sia la vita artistica, teatrale e cinematografica, che la storia personale di Antonio De Curtis.

La mostra sarà visitabile fino al 25 maggio (orario 10-1. L'ultimo giorno, nel cortile di Castel Nuovo, si terrà il "Concerto per un principe", celebrazione in musica della vita di Totò attraverso le sue canzoni e le colonne sonore dei suoi film rievocate da Gianni Lamagna. Voce narrante: Liliana De Curtis.

"Presentata stamattina al Maschio Angioino la mostra itinerante “Un Principe chiamato Totò”.
Liliana De Curtis: “Un allestimento dedicato ai napoletani”.

         
“Mi sono raccontato in terza persona perché il ragazzo in cerca di gloria che fui tanti anni fa mi appare molto lontano dall’uomo che sono diventato, anche se una parte di lui è sempre con me”
Antonio De Curtis

“Questa mostra è dedicata al popolo di Napoli che l’ha sempre amato”. Un’emozionata Liliana De Curtis, figlia del grande Totò, battezza così “Un Principe chiamato Totò”, la mostra monografica curata dalla nipote Diana, che si terrà al Maschio Angioino di Napoli fino al 25 maggio. Un iter cronologico che, attraverso i cimeli e i valori personali, ripercorre l’intera vita del comico partenopeo. Gigantografie in bianco e nero, scattate durante le pause tra un set e un altro, fanno da cornice a uno spazio riempito in ogni angolo da pannelli su cui sono affisse locandine di celebri pellicole, manifesti di spettacoli di varietà e fotografie che lo ritraggono in compagnia di esimi colleghi.

Ma se gli articoli dei giornali del passato, i fumetti e i vestiti di scena arricchiscono la collezione “pubblica” che esalta la vita artistica di Totò, gli oggetti personali raccontano l’uomo Antonio De Curtis tra i ricordi, le nostalgie e le passioni più intime scandagliate nel tempo: la ciocca di capelli della sciantosa genovese Liliana Castagnola che si uccise per lui, la lettera personale inviatagli da Edoardo De Filippo, i disegni che gli dedicarono Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini rappresentano dei souvenir personali custoditi gelosamente dall’attore, degli oggetti ben più importanti dei pochi riconoscimenti assegnatigli in vita. L’esposizione, quindi, continua con questo dualismo comico/uomo mostrando nelle teche le famose bombette, ma anche il dattiloscritto originale della “Malafemmena”, le tessere di riconoscimento o gli attimi “rubati” di tutti i giorni. E così, mentre il “guitto” si mette in posa davanti all’obbiettivo abbracciando una giovane Anna Magnani o presenziando con l’amico Aldo Fabrizi, dietro le quinte il De Curtis si spoglia per rivestire i panni più austeri del Principe indossando l’elegante vestaglia da camera o lo smoking dei momenti ufficiali.

Insomma, una mostra che, dopo aver addirittura attraversato l’oceano, fa per la prima volta tappa a Napoli proprio nel quarantennale della sua morte. "Mio padre non ha mai dimenticato di essere napoletano – conclude Liliana De Curtis – Le sue ultime parole prima di morire furono: portatemi a Napoli”.

 

Fonte: http://city.corriere.it/news/articolo.php?tipo=cronaca&id=45063&id_testata=9
Fonte: http://www.campaniasuweb.it/csw_articoli/spettacoli/1910_il_principe_de_curtis_si_presenta_a_napoli.html




Da Mauro, Lunedì, 23 Aprile 2007 22:10, Commenti(0)
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